gioco d'azzardo responsabile

gioco d'azzardo responsabile

Visto che sul gioco d’azzardo non si riesce a trovare un accordo in generale, almeno il “gioco”, in proprio, cerca di trovare le soluzioni migliori per “vivere” mettendo al centro dei “suoi” vari dibattiti il gioco responsabile che ormai rappresenta un tema sempre più importante e sempre più centrale. Per questo motivo il WrB di Londra (World regulatory briefing) ha messo questo argomento a fare da fulcro nel dibattito di quest’anno che vuole affrontare argomenti assolutamente di attualità, come il principio di auto-esclusione dei giocatori di grande rilevanza ed adottato in sempre più Paesi, la condivisione di dati e di analisi e, sopratutto l’integrazione del gioco responsabile e della responsabilità sociale nei confronti del business delle industrie.

Il gioco ed i casino online con bonus stanno cercando di prendere spunto dalle strategie applicate dalle varie società che operano nel settore per cercare una sorta di “voce unitaria” per la problematica del gioco patologico tra gli operatori. In questo verrà in aiuto anche la Gambling Commission che cercherà di far intervenire anche esperienze di aziende operanti magari in altro settore ma con l’obbiettivo di trarne benefici strategici anche per il mondo del gioco d’azzardo. Ovviamente, trarre insegnamento da altre industrie per quanto riguarda l’auto regolamentazione, la sostenibilità, la responsabilità sociale d’impresa e per comunicare efficacemente sono obbiettivi che possono far affrontare meglio i vari ostacoli che le imprese si trovano davanti.

Da queste riflessioni discendono considerazioni importanti: come possa per esempio fare crescere l’impresa quando agisce nella trasparenza più assoluta e come possa discendere dai programmi di responsabilità sociale percorsi possano contribuire a dare una “aurea di reputazione” ad un gran numero di aziende. Aziende che se fanno le cose per bene acquisiscono più credibilità e sono meglio “accolte” nel sociale: quindi, non si tratta solo ed unicamente di gioco responsabile, ma si tratta di una posizione assai più ampia di responsabilità di impresa.

Le aziende, ed i propri operatori, si devono applicare nell’individuazione dei clienti prima che costoro vengano coinvolti nel gioco problematico e vengano a subire tutte quelle conseguenze che la dipendenza da gioco può portare e può provocare. Le stesse aziende devono interagire con i clienti e cercare di tenerli in equilibrio e cercare di trovare la possibilità di far giocare “quei” clienti in modo sicuro: e, poi, naturalmente c’è gioco e gioco. Naturalmente, i giocatori da lotteria sono assai diversi da quelli più tradizionali e quindi le interazioni sono da affrontare in modo diverso per il rischio diverso che comportano.

Ritornando ai giocatori d’azzardo “tradizionali” forse le aziende avrebbero necessità di utilizzare “dati esterni” che possono contribuire a creare un quadro completo del cliente in questione e per aiutarlo. Questo soggetto possiede una casa? Questa è a rischio? Ha una “cattiva reputazione”? La possibilità di utilizzare questi “dati esterni” aiuterà senza ombra di dubbio gli operatori a migliorare e ad individuare i giocatori veramente problematici. Per quello poi che riguarda il gioco responsabile si stanno valutando meglio il comportamento multicanale: un particolare colpo d’occhio viene lanciato al retail ed all’online. Si sta valutando, anche, la possibilità di individuare modi per inviare messaggi ai giocatori problematici in “tempo reale”. Lavori in corso…

gioco d'azzardo e legge

gioco d'azzardo e legge

Cosa sta mai succedendo? Si invertono le posizioni e finalmente un operatore del gioco “vince” nei confronti di un Comune? Bene!! Anche perché questo si sta verificando con una certa frequenza e non può che dare “fiato” a situazioni che possono riempire il cuore di speranza agli addetti ai lavori, speranza di poter vedere i propri diritti acclarati dai vari tutori della Legge. Si deve, quindi, riferire che il Tar del Veneto ha sospeso una ordinanza del Comune di Venezia, che dovrebbe essere in vigore sino al prossimo 31 dicembre, accogliendo il ricorso di un operatore di una sala bingo.

Il Tar, nella sua decisione e su altre relative ai migliori casino online legali, avverte che l’ordinanza del Sindaco di Venezia, laddove impone orari “circoscritti”, è viziata da “difetto di proporzionalità”: questo perché riduce drasticamente l’orario di esercizio della sala da gioco e scommesse che passa da 17 ad 8 ore giornaliere, inclusi i festivi e questa è una riduzione superiore al 50%. L’ordinanza comprende ed uniforma l’orario in cui si potrebbe espletare il gioco, senza però mettere in pratica alcuna distinzione tra pubblici esercizi che hanno ad oggetto esclusivo, o quanto meno principale, le attività di gioco e scommesse, da quegli esercizi commerciali in cui le attività ludiche sono accessorie, come bar e tabaccai ed altre attività che hanno il gioco come attività principale.

Con queste spiegazioni dettagliate il Tar del Veneto ha argomentato la propria decisione ed ha accolto il ricorso di una società che gestisce una sala bingo e slot con 75 dipendenti contro appunto l’ordinanza sulle sale da gioco del Comune di Venezia che è stata emanata nello scorso giugno e che “vivrà” in via sperimentale sino al 31 dicembre. Ma nel frattempo che “questo esperimento” verrà messo in essere, cosa succederà per le attività che ne sono coinvolte? Ridurre la propria attività di più del 50% è inverosimile quanto lo sarà poter mantenere in “forze” le risorse che vi lavorano e che sono i 75 dipendenti, e le loro famiglie, che vivono con gli introiti di questo lavoro.

I Giudici hanno sospeso l’ordinanza nella parte in “cui limita dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19 di tutti i giorni, inclusi festivi, l’orario di esercizio della sala da gioco e scommesse gestita dal ricorrente. E continua il Tribunale amministrativo apprezzando “favorevolmente il periculum in mora” in ragione che si concretizzerebbe un grave pregiudizio per il titolare della sala bingo con il consolidamento degli effetti dell’ordinanza restrittiva, ancorché adottata solo in via sperimentale.

Si arrecherebbero notevoli danni agli investimenti che il ricorrente ha profuso nella sua attività ludica certamente non potendo immaginare che la propria impresa avrebbe dovuto sottostare a restrizioni così drastiche (più del 50% di orario lavorativo ridotto) e pure da un punto di vista occupazionale, come detto qualche riga fa. Il Tribunale nel contempo apre “una sorta di trattativa con il Comune” offrendo la possibilità di rimodulare gli orari di esercizio delle case da gioco e scommesse per contrastare il gioco problematico, purché la disciplina che andrà ad adottare sia ragionevole e sopratutto proporzionata, cosa che allo stato non sembra essere.

roma e gioco d'azzardo

roma e gioco d'azzardo

Si è detto, più volte, che la lista delle città che emettono regolamenti e regolamentazioni sul gioco sta diventando “infinita”: ogni città “fa il suo” in attesa che il Governo faccia quello nazionale, che però ahimè, tarda ad arrivare e chissà se e quando arriverà. Ovviamente, non poteva mancare il regolamento sul gioco anche per la capitale che si è concretizzato a mezzo dell’annuncio del portavoce alla Camera del Movimento Cinque Stelle, Massimo Baroni, che comunica “l’arrivo anche per la città capitolina” di normative sulle sale da gioco, sui casino online e sulle slot machine.

Il portavoce, con un video postato sul suo profilo Facebook, sottolinea che grazie alla collaborazione degli attivisti del movimento e dei portavoce consiglieri capitolini che hanno studiato e che hanno contribuito alla stesura del regolamento sulle sale da gioco, il Movimento presenterà l’elaborato in Consiglio affinché sia tutto predisposto per mettere sul piatto questa bozza che riguarda la città di Roma che si aggiunge, di conseguenza, alla lista già corposa delle città che “lottano contro il gioco d’azzardo pubblico ed il suo espandersi”.

Baroni poi continua nell’esplicare la bozza di regolamento come molto ampia e composta di circa una ventina di articoli, quindi un elaborato complesso e dettagliato. Nel contempo, il Movimento Cinque Stelle non si esime dal “pungere” il Premier Renzi sulla sua intenzione di eliminare le slot da bar e tabaccai in quanto non si ritiene veritiero l’atteggiamento del Governo che, secondo il M5S è ricattato dalle lobby del gioco d’azzardo che impediranno una qualsivoglia decisione a sfavore del gioco.

Poi, il portavoce puntualizza ancora che la Delega Fiscale è scaduta e nella Legge di Stabilità era già previsto che l’Esecutivo dovesse limitare l’offerta di gioco sul territorio, quindi… che il Premier Renzi non si erga a “salvatore della Patria” ora, quando già avrebbe dovuto intervenire molto, molto prima evitando così che tante famiglie venissero coinvolte dal gioco problematico. L’unica realtà che si può evincere è che è vero che il settore del gioco pubblico è l’unico ad essere in crescita… ma a danno della cittadinanza!

Questa bozza di regolamento sul gioco che riguarda Roma è stata studiata osservando anche le delibere comunali di Genova, Milano e Napoli e tenendo ben presene le problematiche in generale che toccano queste e le altre città della Penisola che si dicono bersagliate dall’apertura delle sale da gioco, dalle apparecchiature da intrattenimento sparse ovunque e dalla criminalità che sembra “convivere tranquillamente” con il mondo del gioco d’azzardo, impegnando così le Forze dell’Ordine ad essere attenzionate e monitorare continuamente queste attività per evitare che la malavita vi si insinui in modo esponenziale.

Il video messaggio del portavoce del Movimento, sottolinea e conclude che lo stesso è abituato a “fare” e non “solo dire” come fanno altre correnti politiche e politici sopratutto davanti a giornali e giornalisti. Si manterranno le promesse del Sindaco Raggi, quando già in campagna elettorale, aveva preannunziato la presa di posizione del Movimento nei confronti del gioco d’azzardo e la stesura “a breve” di una regolamentazione del settore per coloro che nella Capitale volessero aprire una attività ludica. Già allora, quindi… a “buon intenditor poche parole”.

gioco d'azzardo patologico

gioco d'azzardo patologico

Anche se si è tanto parlato di “gioco problematico” oppure di “gioco patologico” -meglio denominato GAP- forse effettuare qualche piccolo approfondimento farebbe conoscere meglio cosa rappresenta, come si manifesta e come si potrebbe curare. I siti, in generale, informano ed illustrano che il GAP fa trovare di fronte ad una “dipendenza senza sostanza”, ovvero verosimilmente ci si troverebbe come un tossico-dipendente che viene “intaccato” da una sostanza esterna che si può assumere volontariamente oppure incolpevolmente. Si dice “verosimilmente” in quanto il soggetto che abusa del gioco lo effettua con una condotta libera che produce reazioni chimiche organiche che rendono il soggetto dipendente: reazioni chimiche che nel caso del gioco si chiamano endorfina che si scatena ed impazzisce con la tensione del gioco, della vincita o della perdita.

Poi, bisognerebbe anche riflettere tra malattia e dipendenza nel giocare nei casino online: la differenza è inesistente sotto il profilo che deve essere obbligatoriamente curata ma in che forma, con chi e con che terapia rimane tutto da decidere. Invece per quanto riguarda la prevenzione la differenziazione è enorme. Per la malattia e la dipendenza esiste un fattore comune che si chiama “informazione”: la malattia si evita stroncandone i veicoli, mentre per le dipendenze possono venire affrontate e sconfitte solo culturalmente, perché solo “un intelletto ben formato” può suggerire di evitare tanto le sostanze “dannose e nocive” quanto le “condotte dannose e nocive”.

Il 40% degli italiani abusa di psicofarmaci ed altrettanto alta percentuale di italiani ha il fegato malato per eccessiva assunzione di alcool e/o zucchero. Quindi, quando gli italiani-giocatori avranno a disposizione l’offerta di gioco “ a tempo determinato” si potrebbe dire che la dipendenza da gioco è “a tempo determinato, con un timer”. Ma con queste riflessioni non si può fare grande strada: quello in cui bisognerebbe credere è il “libero arbitrio” e che questo dovrebbe essere protetto e difeso ad oltranza oltre alla cultura del gioco che farebbe conoscere come approcciarsi a questo divertimento, senza “cadere nella rete” della dipendenza..

Bisognerebbe proprio cominciare a parlarne nelle scuole elementari e cercare di far comprendere che alla propria salute si deve pensare da soli ed è un dovere civico a cui ognuno deve provvedere “in proprio”, prima che possa diventare un dovere che “si possa delegare agli altri”. Si crescerebbe, così, nella vita con la piena coscienza di “farci del bene” e con “farci del male” perché già si conoscono, sin da piccoli, i pericoli che si possono incontrare “abusando” di questo o di quel “prodotto”: che poi si chiami, fumo, alcool, droga o gioco poco importa.

Riconoscere questo “prodotto” è la cosa importante ed essenziale che può tutelare la salute ed anche quella di coloro che stanno a fianco e che “ci vogliono bene”. Si eviterebbe così di “incrociare” qualcosa che “ci fa del male” perché si saprebbe riconoscere e si riuscirebbe a mettere “tra noi e quel prodotto” tanta, tanta distanza. Il sapere è sempre conoscere, conoscere vuol dire sapere ed affrontare ogni situazione come è giusto affrontarla, per noi, per la società: e poi nel caso del gioco, vuol dire divertirsi e solo divertirsi che è la cosa più sana del mondo e che ci accompagna dalla nascita. In fondo si è tutti un po’ bambini, perché non continuare ad esserlo?

slot machine

slot machine

Obbiettivamente, in questi giorni sembra che l’argomento del mondo del gioco d’azzardo, e le sue slot machine ospitate negli esercizi commerciali, sia l’argomento che “tiene banco”. Non si parla veramente di altro se non riflessioni sulle parole dette da Renzi o sulle dichiarazioni del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. In realtà, le dichiarazioni di Baretta sono sempre quelle rilasciate dopo l’ultima sessione della Conferenza Unificata, quindi un piano di intervento per quanto riguarda l’eliminazione delle slot machine dai bar e dai tabaccai.

In queste righe abbiamo toccato l’argomento parecchie volte sia riferendo le opinioni di chi vuole mantenere lo stato attuale delle cose, e di chi invece è d’accordo con l’Esecutivo e questo per cercare di essere nel lavoro che si svolge sufficientemente obbiettivi. Si stanno mettendo in atto delle linee guida per il riordino dell’offerta di gioco in Italia in ottemperanza ai “dictat” della Legge di Stabilità 2016, principalmente proprio nella direzione dei bar e dei tabaccai e del “loro rapporto” con le “famigerate macchinette”.

Baretta, che si occupa dei migliori casino online italiani legali aams, spiega che l’Esecutivo si sta addentrando in un intervento a largo raggio anche se tra le ipotesi che sono “sul piatto” ancora non ne è stata scelta alcuna in modo definitivo. Tra le soluzioni che si stanno esaminando c’è anche quella manifestata dal Premier in TV, cioè quella di togliere quelle slot che si trovano in bar e tabaccai che non hanno a disposizione una stanza separata da dedicare ai giochi. Tutte le possibili soluzioni andranno esaminate con estrema attenzione, con uno sguardo a qualsiasi particolare risvolto questo intervento possa “procurare”, cercando anche di salvaguardare gli interessi economici di questa tipologia di esercenti.

Bisogna anche pensare alle conseguenze che un simile intervento potrebbe concretizzarsi per l’Erario ed, eventualmente, come si potrebbe “coprire il buco” che andrebbe ad aprirsi con l’eliminazione di queste apparecchiature dagli esercizi: in realtà “questa eliminazione” era già stata preventivata dalla Legge di Stabilità 2016 e le conseguenze in qualche modo già valutate. Non dovrebbe presentarsi una situazione complicatissima per il bilancio, si staranno facendo i conti, ma in ogni caso la decisione che deve prendere il Governo circa “l’eliminazione” è una decisione da effettuarsi ed al resto si dovrà fare fronte.

La riduzione del parco slot porterà, molto probabilmente, ad aprire la strada a nuove gaming hall e questo sarebbe una incongruenza in termini, visto che il “l’obbiettivo del Governo” è quello di ridurre l’offerta complessiva, ma non si può mai sapere: con il mondo del gioco d’azzardo si è visto tutto ed il suo contrario. I prossimi incontri che il Governo sta decidendo per la Conferenza Unificata dovranno fare luce su tutta la riforma e dovranno far trovare “ai partecipanti” un accordo comune.

Questa è l’intenzione del Governo, un accordo comune senza prevalicare nessuno e senza rinunciare a ciò che gli Enti Locali hanno raggiunto sinora. Non era facile a luglio questo traguardo e non lo sarà neppure a settembre, ma quello che “ci piace” sottolineare è che il Governo ha intenzione di trovarlo questo accordo, senza ombra di dubbio, anche rinunciando a “qualcosa di estremamente concreto” pur di addivenire ad una soluzione percorribile per tutti.